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Filarmonica "Egisto Cavallucci" |

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Nell’archivio
comunale di Piancastagnaio si trovano numerosi documenti antecedenti
al 1868 che testimoniano l’esistenza di un gruppo di persone
che saltuariamente allietavano le feste paesane, ma è proprio
nel 1868 che si registra la volontà di istituire un gruppo musicale
permanente: nasce così, sotto la direzione del Maestro Egisto
Cavallucci e la guida del presidente Emanuele Antinoro (medico
chirurgo condotto dell’epoca) la Filarmonica "E. Cavallucci".
Nel 1870 il Maestro Cavallucci diviene a tutti gli effetti dipendente
comunale con la qualifica di Maestro della Filarmonica con uno
stipendio annuo e il diritto alla pensione dopo trantacinque
anni di servizio. Il 19 Maggio 1881 il Maestro Cavallucci scompare
e comincia per la Filarmonica un periodo buio dal quale si risolleverà
solo nel 1885 sotto la direzione del Maestro Giuseppe Ricci:
sono testimoni di questo florido periodo la chiamata a prestare
servizio per il giorno 6 giugno del 1886 nel comune di Grotte
di Castro (VT) e la partecipazione al Palio di Siena nell’agosto
del 1887.
Non c’è dubbio che la musica ha avuto una grande funzione sociale
nella vita del paese e, pur alternando momenti di gloria a momenti
più opachi, ha trovato la forza di risorgere e di continuare.
E’ testimonianza di tutto ciò l’ampio repertorio fotografico
presso la sala di musica in cui viene ritratta la Filarmonica
già nel lontano 1913 e numerosi attestati e targhe di partecipazione
a raduni e concorsi bandistici come quelli a Santa Fiora (GR)
negli anni 1947,1948.
Se è vero che fino agli anni cinquanta la banda gode di ottima
salute e la sua fama è ben conosciuta al di fuori del territorio
paesano, è anche vero che successivamente vicende alterne ne
hanno condizionato l’esistenza. In questi ultimi anni la Filarmonica
ha subito un calo di musicanti e ciò ha costretto l’attuale
Maestro Vanio Romagnoli ad adeguare il repertorio ad un organico
strumentale più ridotto. I programmi musicali che proponiamo
sono sempre più ricchi di musica leggera o jazz, infatti abbiamo
introdotto arrangiamenti concepiti per inserire strumenti elettronici
come la chitarra, il basso elettrico, il pianoforte o la tastiera
e la batteria. Ciò consente di sopperire alla mancanza di quegli
strumenti che solitamente realizzano l’accompagnamento. I brani
leggeri, jazz o rock sono molto graditi da parte dei musicanti
e anche dal nostro pubblico che ha imparato ad ascoltare la
banda in un modo meno tradizionale ma sempre ben preparata e
gradevole da ascoltare.
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