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| E' difficile tracciare in poche righe i cenni storici di una
istituzione più che secolare: vuoi per il lungo periodo
di tempo, vuoi per le tante persone che l'hanno animata negli
anni e nei decenni, vuoi ancora per le innumerevoli vicende
che ne hanno costellato esistenza, vita e attività. E'
preferibile, allora, cogliere qualche flash con l'intenzione
di riuscire a dare l'idea della complessità, della vitalità
e della capacità di coinvolgere musicanti e pubblico
che la Banda di Serravalle (RSM), attraverso le varie denominazioni
intercorse nel tempo, ha saputo dimostrare. Il 1894 costituisce
la data, convenzionale e tradizionalmente accettata, della sua
fondazione e, non essendo stato possibile reperire documentazione,
plausibilmente avvenuta attraverso il distacco di un gruppo
di musicanti dalla Banda Militare della Repubblica di San Marino.
Del 1897 invece è la prima citazione rinvenuta, con la
denominazione di "Concerto Musicale", nei verbali
dell'Aringo semestrale del Comune di Serravalle; e alla stessa
data è da far risalire la prima foto (generosamente offertaci
in originale dalla sig.a Lea Zafferani), anche se in tale occasione
nella bandiera a nastro si trova la dicitura "Banda Operaia
Serravalle". Pietro Francini è il primo personaggio
di spicco, vice-presidente, che il menzionato verbale del consiglio
comunale registri della Banda, sempre nel 1897. Angelo Lulani
risulta il primo maestro direttore; Lulani specialista di corno,
era originario di Urbisaglia nelle Marche ed è confermato,
almeno fino al 1899, nel già citato verbale del consiglio
comunale. Nel 1906, allo storico appuntamento dell'Arengo del
25 marzo, la Banda partecipa attivamente accompagnando i capifamiglia
del comune all'esercizio del loro diritto di scelta per la ristrutturazione
del Consiglio Principe e Sovrano, ce lo ricordano le Cronache
del tempo: Era Serravalle che giungeva con rulli di tamburi,
squilli di trombe, sventolii di bandiere: Serravalle, la fiera,
la ribelle, arrivava coi suoi 200 capifamiglia e molto popolo.
Accanto al nucleo attivo della Banda troviamo sempre la scuola
di musica: una scuola di tipo popolare, completamente gratuita,
che non comporta vincoli per l'ammissione, che non prevede esami
finali, che non conferisce titoli: è tutta in funzione
del necessario e continuo ricambio dei bandisti. Gregorio Masi
è un altro dei maestri che ha segnato la vita dell'istituzione:
ha infatti esercitato la sua funzione per ben 31 anni, dal 1927
al 1958: uomo di brillante spirito, oltre che dedicarsi alla
direzione, ha lasciato una vasta produzione di brani bandistici.
A questi succedette Francesco Tomassini proveniente da Serra
de Conti nell'anconetano: di questi il ricordo è legato
alla ventata di rinnovamento che nei suoi 5 anni di esercizio
ha saputo portare. Direttore di orchestre di musica leggera
(nel 1964 lo si ritrova a dirigere anche sul palco del 15°
Festival di Sanremo) ha saputo trasformarne il repertorio con
musiche più vicine al gusto popolare e paesano inserendovi
anche brani ballabili. La sua tragica scomparsa in un incidente
stradale lascia un vuoto incolmabile non solo nella Banda, ma
in tutto il paese. Intanto questi sono gli anni della ricrescita
della Banda, sono gli anni in cui rivive il gusto di far musica,
sono gli anni in cui si tengono sfilate, concerti e intrattenimenti
per poco compenso: molto spesso basta la promessa di un buon
bicchiere di vino con due fette di ciambella; se poi il bicchiere
di vino arriva anche prima dell'esibizione, i brani vengono
anche più coloriti. I direttori successivi, Samorl, Lucchi,
caratterizzano la Banda secondo le loro specializzazioni e i
loro gusti artistici. L'ultimo rinnovamento lo ritroviamo in
quest'ultimo anno, con l'arrivo del maestro Fabio Masini, e
con la collaborazione della Bottega delle Voci di Cattolica
(RN) che ha messo a disposizione vocalist e solisti, è
stato messo in scena lo spettacolo "Nel blu" ispirato
alla famosa canzone di Domenico Modugno. Per la durata di oltre
un'ora, lo spettacolo propone una quindicina di canzoni degli
anni '50, o ispirate a quel periodo e, con la forza ed il calore
di musica accattivante e rilassante, sa attirare platee di pubblico
che, solitamente, finisce con l'unirsi al coro cantando a squarciagola
il ritornello "Volare, oh, oh!". (a cura di Leandro
Maiani). |
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