Legislazione - Regione Marche

Deliberazione amministrativa n. 219 del 6 ottobre 1998.

Legge regionale 29 dicembre 1997, n. 75 articolo 11 approvazione criteri per la concessione dei finanziamenti previsti dal bilancio 1998 per le attività e i beni culturali.

(Deliberazione non sottoposta all'esame della C.C.A.R.)

IL CONSIGLIO REGIONALE

Omissis

DELIBERA

di approvare i criteri e le modalità per l'anno 1998 per la determinazione dei piani di riparto nel settore dei beni e attività culturali in applicazione della L.R. 75/1997, articolo 11, in particolare:

per quanto riguarda la L.R. 16/1981 i criteri di riparto che vengono proposti sono i seguenti:

1)       il contributo può essere concesso solo per attività realizzate e svolte nelle Marche se non diversamente previsto;

2)       per le iniziative ricorrenti e già ammesse a contributo nel 1997 si prende in considerazione il bilancio consuntivo 1997, approvati ed in nostro possesso;

3)       per le altre iniziative che da almeno due anni si realizzano e che saranno ammesse a contributo viene richiesto il bilancio consuntivo ufficiale del 1997 con firma autenticata del Presidente. Agli enti locali può essere assegnato un contributo anche per iniziative di rilievo organizzate per la prima volta nell'anno 1998 sulla base di preventivi. Se al momento dell'approvazione dei criteri, le manifestazioni sono state già realizzate può essere presentato il bilancio consuntivo relativo all'anno 1998;

4)       viene stabilita una soglia per l'accesso al contributo non inferiore a 25 milioni che si estrinsechi in uno o più progetti con esclusione del settore attività culturali di interesse locale (articolo 5);

5)       allo stesso soggetto si può finanziare non più di un progetto per ogni settore;

6)       si stabilisce il divieto di cumulo dei finanziamenti assegnati per la medesima iniziativa da parte di altre leggi regionali;

7)       viene prevista la suddivisione delle attività in cinque settori con l'indicazione a fianco della percentuale di fondi sul globale della disponibilità:

a)       articolo 2, prosa: 32 per cento;

b)       articolo 3, musica e danza: 37 per cento;

c)       articolo 4, cinema e audiovisivi: 7 per cento;

d)       articolo 5, attività culturali di interesse locale: 12 per cento;

e)       articolo 6, mostre, premi nazionali, manifestazioni storiche, folclore: 12 per cento;

a) Articolo 2 - Il settore della prosa viene suddiviso so in sette categorie:

§         al) struttura degli enti locali marchigiani di circuitazione, sviluppo e diffusione dell'attività di prosa;

§         a2) teatro pubblico - privato con riconoscimento di stabilità a livello ministeriale;

§         a3) compagnie teatrali di giro e di produzione con attività di rilievo nazionale;

§         a4) festival e rassegne di livello internazionale;

§         a5) festival e rassegne di livello nazionale;

§         a6) compagnie di giro e di produzione a livello regionale o interregionale;

§         a7) rassegne regionali, intercomunali, spettacoli regionali e/o interregionali con utilizzo del patrimonio storico, compagnie, gruppi di nuova costituzione con almeno due anni di attività.

Per le attività dei soggetti la cui stabilità non è riconosciuta dal dipartimento dello spettacolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi degli articoli 9, 10 e 11 della circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri 24 maggio 1997, n. 24, pubblicata nel supplemento ordinario alla "Gazzetta Ufficiale" del 31 maggio 1997, n. 125, si considera solamente l'attività svolta nelle Marche.

I parametri proposti per i contributi sono i seguenti:

al)

§         fino a 1 miliardo fino al 20 per cento

§         da 1 a 2 miliardi fino al 10 per cento

§         oltre 2 miliardi fino al 5 per cento

a2)

§         fino a 1 miliardo fino al 15 per cento

§         da 1 a 3 miliardi fino al 7 per cento

§         oltre 3 miliardi fino al 3 per cento

a3)

§         fino a 300 milioni fino al 20 per cento

§         da 300 milioni a 1 miliardo fino al 10 per cento

§         oltre 1 miliardo fino al 3 per cento

a4)

§         fino a 100 milioni fino al 40 per cento

§         da 100 milioni a 200 milioni fino al 20 per cento

§         oltre 200 milioni fino al 10 per cento

a5)

§         fino a 100 milioni fino al 30 per cento

§         da 100 milioni a 200 milioni fino al 15 per cento

§         oltre 200 milioni fino al 5 per cento

a6)

§         fino a 100 milioni fino al 25 per cento

§         da 100 milioni a 300 milioni fino al 15 per cento

§         oltre 300 milioni fino al 5 per cento

a7) fino a 50 milioni fino al 25 per cento

da 50 milioni a 100 milioni fino al 15 per cento

oltre 100 milioni fino al 5 per cento

b) Articolo 3 - Il settore della musica e danza viene suddiviso in cinque categorie:

§         b1) struttura regionale con riconoscimento ministeriale, teatri di tradizione;

§         b2) stagioni liriche, concerti e festival di livello nazionale, accademie liriche e corali;

§         b3) concorsi nazionali, festival regionali, concerti a livello regionale, circuiti concertistici regionali;

§         b4) festival e rassegne di danza e balletto di livello internazionale o nazionale;

§         b5) festival e rassegne di danza e balletto di livello regionale e intercomunale.

I parametri proposti per i contributi sono i seguenti:

b1)

§         fino a 1 miliardo fino al 20 per cento

§         da 1 a 2 miliardi fino al 10 per cento

§         oltre 2 miliardi fino al 5 per cento

b2)

§         fino a 500 milioni fino al 20 per cento

§         da 500 milioni a 1 miliardo fino al 15 per cento

§         oltre 1 miliardo fino al 10 per cento

b3)

§         fino a 100 milioni fino al 20 per cento

§         da 100 milioni a 200 milioni fino al 10 per cento

§         oltre 200 milioni fino al 5 per cento

b4)

§         fino a 100 milioni fino al 30 per cento

§         da 100 milioni a 200 milioni fino al 15 per cento

§         oltre 200 milioni fino al 10 per cento

b5)

§         fino a 50 milioni fino al 25 per cento

§         da 50 milioni a 100 milioni fino al 15 per cento

§         oltre 100 milioni fino al 5 per cento

Non oltre l'8 per cento dello stanziamento di settore all'ANBIMA e all'ARCOM in rapporto al numero di associazioni iscritte e aventi fatto do manda di contributo. Tale somma dovrà essere utilizzata per lo svolgimento delle loro attività e per il sostegno di cori e bande, che hanno presentato domanda di contributo, per raduni regionali, rassegne e partecipazione a manifestazioni e concorsi regionali, nazionali ed internazionali.

c) Articolo 4 - Il settore del cinema e audiovisivi viene suddiviso in due categorie:

§         c1) mostra internazionale di cinema, circuiti regionali d'essai, premi nazionali;

§         c2) attività di consorzi e associazioni, manifestazioni e iniziative a livello regionale.

I parametri proposti per i contributi sono i seguenti:

c1)

§         fino a 200 milioni fino al 50 per cento

§         da 200 milioni a 400 milioni fino al 20 per cento

§         oltre 400 milioni fino al 5 per cento

c2)

§         fino a 50 milioni fino al 30 per cento

§         da 50 milioni a 100 milioni fino al 15 per cento

§         oltre 100 milioni fino al 5 per cento

d) Articolo 5 - I contributi ai Comuni che hanno presentato domanda vengono assegnati nel seguente modo:

§         d1) lire 600 per abitante ai Comuni fino a 25.000 abitanti con l'assegnazione minima di un milione;

§         d2) lire 500 per abitante ai Comuni da 25.000 a 50.000 abitanti;

§         d3) lire 300 per abitante ai Comuni sopra i 50.000 abitanti.

E' previsto un arrotondamento alle 50.000 superiori o inferiori.

e) Articolo 6 - Il settore delle iniziative culturali diverse (mostre, convegni, premi nazionali, folclore) viene suddiviso in cinque categorie:

§         e1) premi letterari, mostre, convegni, riviste culturali di valenza nazionale;

§         e2) altre iniziative come descritte al punto precedente a carattere regionale;

§         e3) rievocazioni storiche di rilievo nazionale;

§         e4) rievocazioni storiche di rilievo regionale;

§         e5 manifestazioni di interesse folcloristico ed etnografico.

I parametri proposti per i contributi sono i seguenti:

e1)

§         fino a 100 milioni fino al 50 per cento

§         da 100 milioni a 200 milioni fino al 30 per cento

§         oltre 200 milioni fino al 10 per cento

e2)

§         fino a 100 milioni fino al 25 per cento

§         da 100 milioni a 200 milioni fino al 10 per cento

§         oltre 200 milioni fino al 5 per cento

e3)

§         fino a 200 milioni fino al 50 per cento

§         da 200 milioni a 300 milioni fino al 20 per cento

§         oltre 300 milioni fino al 5 per cento

e4)

§         fino a 100 milioni fino al 40 per cento

§         da 100 milioni a 200 milioni fino al 15 per cento

§         oltre 200 milioni fino al 5 per cento

e5)

§         fino a 100 milioni fino al 30 per cento

§         da 100 milioni a 200 milioni fino al 15 per cento

§         oltre 200 milioni fino al 5 per cento

8)       il calcolo dei contributi, da non applicare al settore "d", viene effettuato suddividendo l'importo del consuntivo presentato nei vari segmenti, così come indicato per le diverse categorie. Dopo aver applicato a ciascun segmento la percentuale prevista, si procede alla sommatoria dei vari importi, il contributo totale determinato viene assegnato a ciascun avente diritto. Quantificato il contributo complessivo per ognuno dei cinque settori, in caso di sottoutilizzo si procederà al trasferimento della somma restante ad altri settori, in caso di superamento della disponibilità, si ridurrà in percentuale il contributo complessivo medesimo. Qualora il bilancio consuntivo dei soggetti interessati si chiuda in attivo, il contributo regionale assegnato secondo i criteri definiti è ridotto di un importo pari all'utile di bilancio registrato;

9)       la liquidazione dei contributi determinati dall'applicazione delle tabelle avverrà nel seguente modo:

a)       se il riferimento di spesa è il bilancio 1997 verrà liquidato subito il 70 per cento e il 30 per cento alla presentazione del bilancio relativo al 1998;

b)       se il riferimento di spesa è il bilancio definitivo del 1998, verrà liquidato tutto il contributo.

Per quanto riguarda la L.R. 53/1974 i criteri di riparto che vengono proposti sono i seguenti:

A. le percentuali per settori d'intervento sono stabilite nella misura di:

a)       interventi finalizzati al funzionamento di musei locali e per programmi d'intesa regionale fino al limite massimo del 55 per cento dello stanziamento di bilancio. Nell'ambito degli interventi rivolti ai musei, viene previsto un contributo ai musei tattili, per non vedenti, in considerazione della loro peculiarità;

b)       interventi conservativi (restauro affreschi, dipinti, organi, ecc.) fino al limite del 22,50 per cento dello stanziamento di bilancio. Gli interventi debbono privilegiare l'importanza e la qualità delle opere, nel contesto territoriale;

c)       interventi finalizzati ad impianti per la sicurezza e la valorizzazione dei beni, fino al limite massimo del 17,50 per cento dello stanziamento di bilancio, dietro opportuna attestazione degli oggetti da tutelare o valorizzare o del valore storico architettonico del bene immobile;

d)       interventi per l'attivazione di cinque contratti annuali (in attuazione degli articoli 9 e 10 della L.R. 53/1974) e per eventuali incarichi di consulenza per indagini e per la predisposizione di un'anagrafe del patrimonio storico-artistico, attingendo alla graduatoria approvata con deliberazione della Giunta regionale del 15 dicembre 1997, n. 3304, fino al limite massimo del 5 per cento dello stanziamento di bilancio.

Tali percentuali sono state cosi individuate: quanto al punto "a" la scelta viene fatta recependo quanto già stabilito con deliberazione del Consiglio regionale 67/1991, poiché gli interventi sulla rete museale costituiscono il maggiore onere sulla base delle domande avanzate ed anche perché lo spirito della L.R. 53/1974 privilegia la valorizzazione e il funzionamento dei musei marchigiani; quanto al punto "b" lo stanziamento fino al 22,50 per cento tiene conto di due elementi: sia del maggiore onere finanziario che tale tipo di intervento assume per singola opera da recuperare, sia del numero delle richieste che si sono avute nel corso degli anni precedenti; in ultimo lo stanziamento fissato per l'installazione dei sistemi di sicurezza tiene conto di quanto realizzato negli anni precedenti;

B. il contributo regionale è integrazione esaustiva dell'intervento da realizzare.

Non si finanziano interventi articolati in più tranche a meno che non si tratti di tranche conclusive. Non possono essere attivate nuove tranche. Fanno eccezione casi ove vi sia urgenza del restauro, per esigenze di fruibilità dello stesso in particolari situazioni opportunamente vagliate e debitamente documentate, e per manifestazioni e celebrazioni promosse e sostenute dalla Regione Marche; in tal ultimo caso e per un importo non superiore al 20 per cento dello stanziamento di cui alla lettera "b" gli interventi sono prioritari e totali;

C. nel settore degli organi storici, oltre al completamento d'interventi in corso, si prevede, per i nuovi contributi, l'attribuzione di un'unica tranche, al fine di un restauro immediato, ovviando così alla inevitabile lievitazione dei costi, di un organo per provincia;

D. fino a 20 milioni di richiesta l'intervento regionale è pari all'80 per cento, da 20 milioni a 100 milioni non è superiore all'80 per cento, da 100 a 200 milioni non è superiore al 50 per cento;

E. le richieste d'intervento per riallestimento e sistemazione per una migliore fruibilità sia della struttura che delle collezioni di istituzioni museali verranno riconosciute prioritarie se proposte con progetti organici allegati alla domanda;

F. non possono essere concessi più di due finanziamenti annuali allo stesso soggetto richiedente (ente, associazione o privato), salvo che per interventi relativi a programmi regionali;

G. tutti gli interventi ammessi a contributo dovranno in ogni caso essere ultimati in un arco di tempo non superiore a trenta mesi dalla concessione del contributo stesso, pena la revoca d'ufficio del contributo.

La Giunta è autorizzata a trasferire da un intervento all'altro le somme che risultassero in eccedenza su un tipo di intervento.

Per quanto riguarda la L.R. 39/1987 si passa ora all'indicazione di indirizzi e criteri relativi al piano transitorio 1998.

Nell'ambito bibliotecario e archivistico il piano straordinario transitorio di cui alla L.R. 75/1997 discende direttamente dal programma pluriennale per l'organizzazione bibliotecaria regionale 1996/1998 approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione del 19 novembre 1996, n. 101 tuttora vigente e in fase di applicazione.

Fermi restando tutti gli obiettivi generali indicati nel programma pluriennale, per il 1998 l'attenzione sarà focalizzata in particolare nei seguenti punti:

1)       sviluppo del servizio bibliotecario regionale;

2)       potenziamento del servizio informativo;

3)       approfondimento della conoscenza e valorizzazione dei fondi bibliografici storici;

4)       adeguamento degli edifici storici sedi di biblioteche e archivi.

Gli indirizzi relativi alle azioni e modalità da attuare in vista degli obiettivi indicati sono i seguenti:

Sistema bibliotecario regionale

a) Biblioteche

Fatte salve tutte le indicazioni del programma pluriennale, relative alle modalità di sviluppo dell'organizzazione sistemica, va sottolineato in particolare:

a)       incentivazione di progetti di cooperazione interbibliotecaria;

b)       centralità della funzione di servizio all'utenza;

c)       gestione finalizzata al "sistema qualità" attraverso il miglioramento delle strutture organizzative, delle modalità procedurali e dell'utilizzo delle risorse soprattutto in termini di efficacia.

A tali fini una quota parte dei contributi, per circa il 15 per cento della somma disponibile, verrà attribuita sulla base della valutazione dei servizi, in relazione agli indicatori che emergeranno dal progetto di rilevazione e monitoraggio attualmente in corso (secondo quanto specificamente prescritto dal programma pluriennale per l'anno 1998). Nella fattispecie, per l'assegnazione dei contributi alle biblioteche di competenza regionale, verranno altresì riproposti i criteri applicati nei precedenti piani di attuazione e che hanno sempre trovato conferma da parte degli enti destinatari. Tali criteri basati essenzialmente sul principio del cofinanziamento, prevedono l'assegnazione dei contributi regionali alle biblioteche di ente locale e di interesse locale in possesso di un patrimonio bibliografico di almeno duemila volumi, inoltre la percentuale di partecipazione al cofinanziamento è stabilita in ragione del patrimonio bibliografico posseduto, che determina pertanto una suddivisione delle biblioteche marchigiane in tre fasce. Di queste, nel mentre si è ritenuta la prima fascia sufficientemente omogenea al suo interno anche in riferimento alle precipue funzioni di conservazione del patrimonio storico delle strutture afferenti a tale fascia, si è ritenuto, per l'assegnazione dei contributi, di dover diversificare le altre due fasce mediante una suddivisione in due gruppi ciascuna, mantenendo però la stessa percentuale di cofinanziamento, in ragione della complessità delle funzioni di conservazione e pubblica lettura che sono chiamate a svolgere in relazione all'entità e caratteristiche del loro patrimonio bibliografico. Viene inoltre recuperato un principio fondamentale nella gestione del servizio bibliotecario, quello del sostegno regionale anche attraverso l'attribuzione di una quota determinata in considerazione deil patrimonio librario posseduto ma svincolata dalla normale prassi del cofinanziamento. Pertanto nell'assegnazione dei contributi, le biblioteche sono distinte come di seguito indicato:

I Fascia - Biblioteche maggiori:

-          patrimonio bibliografico superiore a centomila volumi:

-          partecipazione al cofinanziamento nella misura del 100 per cento sul contributo assegnato;

-          contributo assegnato in cofinanziamento;

-          contributo svincolato dal cofinanziamento;

-          quota del 15 per cento sulla valutazione dei servizi all'utenza.

II Fascia - Biblioteche medie:

-          patrimonio bibliografico compreso tra quindicimila e centomila volumi:

-          partecipazione al cofinanziamento nella misura del 70 per cento sul contributo assegnato;

-          quota del 15 per cento sulla valutazione dei servizi all'utenza.

Gruppo A:

-          patrimonio bibliografico compreso tra quarantamila e centomila volumi;

-          contributo assegnato in cofinanziamento;

-          contributo svincolato dal cofinanziamento.

Gruppo B:

-          patrimonio bibliografico compreso tra quindicimila e quarantamila volumi;

-          contributo assegnato in cofinanziamento;

-          contributo svincolato dal cofinanziamento.

III Fascia - Biblioteche di base:

-          patrimonio bibliografico compreso tra duemila e quindicimila volumi:

-          partecipazione al cofinanziamento nella misura del 50 per cento sul contributo assegnato;

-          quota del 15 per cento sulla valutazione dei servizi all'utenza.

Gruppo A:

-          patrimonio bibliografico compreso tra seimila e quindicimila volumi:

-          contributo assegnato in cofinanziamento

-          contributo svincolato dal cofinanziamento

Gruppo B:

-          patrimonio bibliografico compreso tra duemila e seimila volumi;

-          contributo assegnato in cofinanziamento

-          quota svincolata dal cofinanziamento

Nell'attribuzione delle biblioteche alle diverse fasce si terrà conto dei dati aggiornati al 1997, derivanti dall'indagine, attualmente in corso, per l'implementazione di un sistema di monitoraggio delle biblioteche di competenza regionale.

Pertanto, contestualmente alla disponibilità finanziaria destinata al settore bibliotecario, il 15 per cento circa sarà destinato a contributi svincolati dal cofinanziamento ed un ulteriore 15 per cento assegnato in relazione ai risultati della valutazione dei servizi resi all'utenza, attualmente in corso. Il restante 70 per cento circa è ovviamente assegnato in regime di cofinanziamento nelle modalità precedentemente indicate.

Alle biblioteche che per tre annualità consecutive non hanno potuto accedere alla liquidazione del contributo regionale in regime di cofinanziamento viene assegnata la sola quota contributiva svincolata dalla compartecipazione, quale sostegno regionale al servizio pubblico da esse svolto.

I contributi in conto capitale per interventi di risanamento dei locali sono assegnati alle biblioteche di ente locale e di interesse locale in possesso del requisito patrimoniale di almeno duemila, volumi e realmente operanti nel territorio regionale. Il contributo è assegnato sulla base della valutazione di specifici progetti predisposti dagli enti proprietari, prioritariamente finalizzati a:

a)       consolidamento ed adeguamento strutturale in funzione del miglioramento del servizio;

b)       risanamento ambientale degli spazi destinati alla conservazione del patrimonio storico anche mediante installazione di idonea strumentazione;

c)       adeguamento e normalizzazione degli impianti di sicurezza (antincendio, antifurto) e di servizio (illuminazione e riscaldamento).

Il contributo regionale sarà erogato nel rispetto del principio di cofinanziamento con partecipazione degli enti proprietari nella misura del 100 per cento sul contributo assegnato.

I contributi alle Amministrazioni provinciali sono finalizzati alla gestione dei centri di coordinamento provinciali, dei sistemi e poli bibliotecari, e per la verifica e sostegno di progetti di nuova istituzione di biblioteche rivolti al conseguimento degli standard minimi atti a garantire un servizio funzionale e in particolare allo sviluppo, consolidamento e riequilibrio dell'organizzazione bibliotecaria regionale. I contributi sono erogati alle Amministrazioni provinciali nel rispetto della compartecipazione del 100 per cento sul finanziamento regionale.

b) Archivi (Progetto regionale)

Va attuata la seconda fase del piano speciale archivi prevista per il 1998 riproponendo, date le necessità emerse nel primo anno, alcuni criteri di priorità già attuati:

a)       motivi di urgenza per la salvaguardia conservativa del materiale (situazioni di degrado e di rischio ambientale);

b)       assenza o grave carenza nell'ordinamento;

c)       completamento di azioni di recupero, condizionamento e inventariazione già iniziate o rimaste sospese per mancanza di finanziamento.

Nel contempo è importante realizzare un salto di qualità per una rifondazione complessiva del sistema archivistico regionale attraverso:

1)       Soprintendenza/Regione; condivisione delle informazioni: è necessario concordare una procedura operativa per organizzare reciproci flussi informativi sul sistema archivistico regionale secondo un andamento costante e definito;

2)       attenzione e sostegno agli aspetti tecnico - scientifici:

a)       predisposizione e diffusione di specifiche di inventariazione e riordino;

b)       attribuzione della responsabilità di diversi istituti archivistici a personale qualificato anche attraverso rapporti convenzionali tra più Comuni;

c)       incremento della vigilanza sulle modalità di attuazione degli interventi di restauro;

3)       promozione degli interventi di valorizzazione:

a)       massima diffusione dei mezzi di corredo;

b)       sviluppo di programmi didattici;

c)       esempiarità metodologica di criteri espositivi per diverse tipologie di documenti;

d)       particolari forme di pubblicizzazione per fondi archivistici rilevanti (diffusione a stampa, produzione di CD Rom, ecc.).

Servizio informativo e processi di automazione

Presso l'ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche) è in atto un'importante fase di studio e realizzazioni operative sull'evoluzione del servizio bibliotecario nazionale che coinvolge l'organizzazione, le tecnologie, le applicazioni e le basi dati, i servizi.

Le tappe previste a breve sono:

a)                             lo sviluppo dell'applicativo SBN in piattaforme Unix/server, disponibili nel prossimo autunno;

b)                            messa a punto della gestione di colloquio Polo - Indice con il sistema Sebina/Produx.

Le prime organizzazioni bibliotecarie che potranno collegarsi all'Indice tramite convenzione sono i poli di biblioteche che lavorano insieme per i servizi integrati.

L'immissione nella rete nazionale di realtà bibliotecarie che non sono SBN sarà regolata da un nuovo organismo centrale che controlla lo sviluppo del sistema e della rete stessa.

Nelle Marche sono in atto alcuni progetti per la formazione di cataloghi collettivi Sebina/Produx nelle province di Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro-Urbino relativamente a fondi d'interesse locale e al patrimonio moderno, oltre all'attività di due poli SBN multi biblioteca nelle province di Ancona e Macerata; tale compresenza di due sistemi informativi diversi orientati a risolvere esigenze gestionali e di cooperazione tra differenti tipologie di biblioteche pone alcuni problemi da risolvere.

La Regione intende scoraggiare la separazione tra biblioteche storiche e biblioteche pubbliche di base e favorire invece una maggiore cooperazione attraverso l'impiego delle moderne tecnologie.

Dovrà pertanto essere perseguito lo sviluppo della cooperazione a livello provinciale che può prevedere due principali modalità sulle quali è necessaria la codeterminazione Regione/Province:

a)       o favorire l'ingresso in Indice delle biblioteche che hanno scelto il sistema informativo Sebina/ Produx come polo bibliotecario attraverso software di colloquio che prevedono la visione, il carico dei dati sull'indice nell'ottica della catalogazione partecipata;

b)       o decidere di dotarsi a livello provinciale di un Server/Unix su cui riversare gli archivi del Polo SBN e gli archivi cumulati Sebina e con un Opac (realizzato con standard UNIMARC e Z39509) renderli consultabili da parte delle biblioteche client.

Nel contempo entro il 1998 andrà completato il primo progetto di informatizzazione di base (Sebina/Produx) - (Progetto regionale) quanto a:

1)       aggiornamento delle installazioni esistenti e conseguente conversione degli archivi dati;

2)       sviluppo del sistema territoriale attraverso nuove implementazioni;

3)       predisposizione di ulteriori funzionalità;

4)       manutenzione e assistenza tecnica;

5)       corso di aggiornamento del personale.

SBN Musica (Progetto regionale)

Si intendono perseguire i seguenti fondamentali obiettivi:

a)       archivio musicale regionale: censimento e schedatura delle fonti musicali conservate nel territorio e loro leggibilità nazionale attraverso il trasferimento dei dati memorizzati nella base dati musica residente sul sistema indice SBN;

b)       valorizzazione dei patrimoni musicali storici delle biblioteche e degli archivi marchigiani;

c)       recupero ed esecuzione moderna di autori e musiche antiche marchigiane, attraverso l'espletamento del terzo piano operativo previsto dalla convenzione ARIM - Regione Marche firmata il 30 gennaio 1996 nonché attraverso intese programmatiche con gli enti pubblici e privati che operano nel settore della musica antica nelle Marche.

Approfondimento della conoscenza dei fondi bibliografici (Progetto regionale)

L'azione della Regione nell'ambito della valorizzazione e divulgazione della conoscenza dei patrimonio bibliografico di maggior pregio, prosegue anche nel 1998 con le pubblicazioni della Collana Editoriale Fondi Storici delle Biblioteche Marchigiane che prevede la stampa di quattro volumi (cataloghi, inventari e ristampe anastatiche) che rappresentano il risultato di specifici progetti catalografici sviluppati nell'ambito dei programmi pluriennali. La presentazione al pubblico dei volumi sarà contestualizzata da un'esposizione delle opere catalogate.

Adeguamento degli edifici storici

Dal 1991 è stato avviato un programma di intervento strutturale finalizzato al recupero e adeguamento delle sedi delle maggiori biblioteche storiche (Fermo, Ancona, Ascoli Piceno, San Severino Marche, Fabriano, Fonte Avellana, San Benedetto del Tronto, Colbordolo, Piandimeleto).

Alcuni di questi progetti sono già in fase conclusiva.

L'intervento regionale, attuato in compartecipazione con gli Enti proprietari, prosegue anche nel 1998 con l'intento di favorire le condizioni per una migliore fruizione del servizio bibliotecario, contestualmente al risanamento ambientale degli spazi destinati alla conservazione del patrimonio storico.

Interventi straordinari (Progetto regionale)

E' necessario prevedere la possibilità da parte dell'Amministrazione regionale di pronti interventi in caso di urgenze: terremoti, calamità naturali, interventi di salubrità per la salvaguardia del bene, trasferimenti del patrimonio.




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