| Banda Comunale Poggio Mirteto Nazionale Garibaldina |

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Istituzione musicale fondata nel 1592 da un monaco musicista di origine tedesca della vicina Abbazia Benedettina di Farfa.
Ha cavalcato ininterrottamente le epoche storiche, diventando protagonista durante il Risorgimento.
Nel 1867 partirono da Poggio Mirteto 33 uomini, tutti volontari, al servizio di Garibaldi impegnato nella campagna dell'Agro Romano, nello specifico le battaglie di Montelibretti, Monterotondo e Mentana.
Sedici di questi erano musicanti di questa compagine e costituirono capitanati da Angelo Tiburzi la "Fanfara della Legione Leonina".
Tra i volontari che partirono tre musicisti morirono a Mentana: Luigi Grassi, Luigi Leonardi e Antonio Bonanni, una lapide sopra la Loggia del palazzo comunale di Poggio Mirteto li ricorda.
Negli anni '60 del secolo successivo l'allora presidente Fausto Lupi ed il Maestro Giacomo Di Mario iniziarono una ricerca accurata ricostruendo, con documenti storici alla mano, il legame con Giuseppe Garibaldi.
Nel 1967 l'allora Banda Comunale di Poggio Mirteto (non ancora ufficialmente "Garibaldina") partecipò alla commemorazione del centenario della battaglia di Mentana.
Il presidente dell'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini decise, con l'accordo del consiglio, di proclamare la Banda Comunale di Poggio Mirteto "Nazionale Garibaldina" per il merito di aver partecipato alla campagna dell'Agro Romano.
Nello stesso anno l'istituzione Poggiana stringe un gemellaggio con la Banda Musicale "Filarmonica Della Città del Tricolore" di Reggio Emilia.
Una targa in ricordo delle gesta eroiche recita: "Gloria al forte drappello che dipartitosi dalle file di questo concerto, seguì Garibaldi nella spedizione del 1867 al grido sublime di Roma a Morte".
Una fotografia del 1907, in cui i musicanti di Poggio Mirteto sono presenti al monumento di Mentana per commemorare le battaglie garibaldine, testimonia l'attaccamento duraturo ai valori risorgimentali di questa banda.
Una volta riconosciuto il titolo di "Banda Nazionale Garibaldina" anche istituzionalmente dal 1967 in poi questa antica compagnie con già quasi 400 anni di storia alle spalle partecipa alla maggior parte di eventi storico-commemorativi di Garibaldi e del Risorgimento, ovviamente cambiò anche la divisa che diventò una camicia rossa con un fazzoletto verde al collo ed un pantalone grigio.
Anche per la divisa fu fatta una ricerca approfondita ma alla fine il destino volle che pochi anni prima usciva nei cinema il film "Il Gattopardo", ricco di divise garibaldine molto fedeli alle originali quindi bastò fare una gita a Cinecittà.
Le divise garibaldine del film furono date in prestito alla banda poggiana in attesa di poter portare a termine il copioso lavoro di sartoria.
L'epopea di Garibaldi è nota a tutti che ha riecheggiato in diversi continenti e di riflesso, seppur in maniera molto più contenuta, anche le gesta di questo gruppo di volontari.
Un articolo di un giornale, uscito nell' Unione Sovietica, ricorda elogiando questa banda per aver partecipato alle battaglie Garibaldi.
Nel 1970 la banda viene chiamata a Digione, in rappresentanza dei "garibaldini" per commemorare la battaglia che avvenne i primi giorni dell'anno 1871 nell'ambito della guerra Franco-Prussiana.
La Banda Garibaldina ha suonato a Parigi, agli Champs-Élysées sfilando tra la folla fino all'arco di trionfo insieme a tutte le rappresentanze.
Non sono mancate negli anni partecipazioni a ricorrenze e commemorazioni in luoghi storici come Caprera nel 1982 per il centenario della morte di Garibaldi, la capanna di Ravenna, a Caltagirone prima e poi nel 2002 a Marsala e Calatafimi, dove ci fu lo sbarco dei mille.
Oltre alle ricorrenze risorgimentali alcuni musicanti hanno legato questa compagine musicale alla lotta di liberazione dal nazifascismo, partecipando in prima persona alla resistenza.
Alcuni nomi che vanno citati sono Vittorio Allegrini, Peppino Savelli e Fausto Lupi.
Nel quarantennale della Liberazione la BNG è presente a Firenze nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
Un altro appuntamento importante con la storia che la Banda non ha mancato è stato a Grenchen in Svizzera, invitati dal Ministro Oronzo Reale, in ricordo del fratello, morto durante il periodo della Resistenza.
Da lì in poi, grazie alla buona qualità e la particolarità del repertorio, fatto di canti e brani risorgimentali nonché arrangiamenti di sinfonie e arie d'opera dello stesso periodo come per esempio G. Verdi, questa compagine è sempre più famosa e presente sul tutto il territorio nazionale anche in occasioni che si rifanno non del tutto al Risorgimento.
Vale la pena citare la sala dei Consoli della Repubblica di San Marino, il Festival di Spoleto, l'Estate Musicale Romana, nel centenario della morte di G.Rossini eseguì per la RAI un concerto di tutte musiche rossiniane, le Giornate Italo-Sovietiche, ecc.
Un aneddoto interessante vuole che il Senatore G. Spadolini, in visita in Sabina, chiese espressamente di voler visitare la sede della Banda Nazionale Garibaldina considerandola un'istituzione di valore storico importante.
Ad oggi la banda è attiva, sotto la direzione del suo 78. Maestro, Claudio Gamberoni.
La scuola di musica, come la tradizione vuole, avvicina i giovani allo studio della nobile arte che spesso, coadiuvati dal fervore garibaldino, iniziano lo studio in conservatorio in alcuni casi diventando musicisti di fama internazionale:
Vinicio Allegrini, prima tromba Teatro Lirico di Cagliari
Alessio Allegrini, primo corno Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Andrea Di Mario, Professore al Conservatorio G. Briccialdi di Terni
Igino Conforsi, Professore al Conservatorio G. B. Martini di Bologna
Enzo Turriziani, primo trombone Wiener Philharmoniker
Francesco Piersanti, primo trombone Banda dell'Aeronautica Militare Italiana
Giacomo Gamberoni, trombone basso Teatro La Fenice di Venezia. |
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