| Corpo Musicale Santa Cecilia con Majorettes |

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"IL CORPO MUSICALE S. CECILIA" dalla costituzione al 40° di fondazione (di Antonio Alberio, Santinó)
Corre l'anno 1927 ed in Rovello, come in buona parte delle comunità eminentemente rurali, le giornate scorrono laboriose e serene in perfetta sintonia con le stagioni. I Rovellesi, avulsi dai clamori della politica ed avvezzi alle pratiche e semplici consuetudini, sono affaccendati nelle attività agricole e dediti al piccolo commercio ambulante. In tale contesto stentano a farsi strada tutte quelle iniziative finalizzate una diffusa indifferenza verso ciò che non è legato ad un sia pure modesto profitto ed alla ristretta cerchia famigliare.
Tuttavia in quei tempi le associazioni di ispirazione cattolica godono di buona vitalità e raccolgono un largo consenso fra la gente di ogni età.
L'unica alternativa laica è rappresentata delle nascenti organizzazioni e le frequenti manifestazioni giovanili organizzate dal "Partito Nazionale Fascista", per fare un esempio "La gioventù italiana Littorio" meglio nota come la "G.i.l". Il dotto Carlo Caffelli, da qualche anno medico condotto del paese (ex combattente) e giovane esuberante, tiene in serbo da tempo un ambizioso progetto. Sicuro dell'aiuto organizzativo e del sostengo economico dell'amico Santino Alberio (ul Santinò) rompe ogni indugio e fonda il "Corpo Musicale S. Cecilia". L'iniziativa è coraggiosa e economicamente gravosa ma non più rinviabile per una comunità numericamente importante, e per un paese che porta nel suo toponimo l'illustre nome di sua eccellenza generale Carlo Porro - sottocapo di stato maggiore dell'esercito italiano. E' così che molti giovani aderiscono all'invito con entusiasmo, desiderosi di dotarsi di un minimo di cultura musicale ed attitudine strumentale, e orgogliosi di esserne parte attiva. La nuova Banda prende corpo con la direzione musicale del maestro Giuseppe Rè (ul Pin Rè), coadiuvato dal futuro geometra Davide Catteneo (ul Davidìn De La Cléria), sotto la presidenza di Santino Alberio (ul Santinò).
La sede e il ritrovo, un ostacolo di non facile superamento, sono risolti con la provvisoria e precaria sistemazione nell'edificio di via Madonna 8 che ospita il Municipio e le scuole, usufruendo nelle ore serali della sala di attesa dell'ambulatorio comunale. Si ricorda che per un certo lasso di tempo, i neo musicanti si esercitano suonando e marciando in cerchio attorno alla colonna portante delle struttura sanitaria. In seguito la sede e la scuola si trasferiranno nell'edificio di via Piave, oggi sede dell'A.R.C.E.A.a., ai tempi di proprietà del "Bartanèl", un facoltoso rovellese naturalizzato svizzero.
Trascorse un breve periodo di istruzione, "La Musica" sfila lungo le vie del Borgo con i nuovi strumenti ma priva di una divisa ufficiale, un desiderio da soddisfare ed una necessità da realizzare quanto prima. In sua vece, per il momento, ci si accontenta di un ampio berretto a coppola, che dà all'insieme del gruppo un aspetto umile anche se dignitoso. Accade comunque che in un'indimenticabile giornata dell'anno 1932 si realizzi il sogno della nuova uniforme di tessuto colore nero con fregi in oro lucente e completa di relativo cappello. L'avvenimento inaspettato è dovuto alla generosa donazione di un membro del Consiglio e scaturita dalla gioia di un lieto evento in famiglia. Nella nuova prestigiosa veste, il "Corpo Musicale S. Cecilia" di Rovello Porro partecipa a concorsi, inaugurazioni, cortei, ricorrenze patriottiche e solennità religiose.
Precorrendo i tempi, nel febbraio dell'anno 1935 sfila a sorpresa lungo le contrade del paese, al completo degli effettivi, in fantasioso costume carnevalesco, fra la curiosità e lo stupore dei Rovellesi.
Nell'anno 1936 "la Musica" si pone in evidenza, tanto da essere prescelta ed invitata a rappresentare i complessi bandistici dell'allora sconfinata provincia di Como, alla "Feste del fante" un grandioso raduno nazionale organizzato nella città di Napoli. |
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